Autore Topic: Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.  (Letto 1205 volte)

Offline erpel

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #1 il: Ottobre 06, 2012, 11:52:23 am »
io gli taglierei l'uccello a crudo con una sega.
o la cara vecchia tortura russa del topo.
 

Offline Aragorn83

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #2 il: Ottobre 06, 2012, 12:02:47 pm »
Gli romperei tutti i denti col mattarello poi ergastolo

Offline antobs

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #3 il: Ottobre 06, 2012, 15:01:12 pm »
istituire la pena di morte come in alcuni stati degli usa
 

Online ducadicamastra

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #4 il: Ottobre 07, 2012, 10:54:04 am »
Purtroppo la pena di morte non risolve il problema
On ne voit bien qu'avec le coeur. L'essentiel est invisible pour les yeux..
 

Offline tecnotime

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #5 il: Ottobre 07, 2012, 11:11:21 am »
istituire la pena di morte come in alcuni stati degli usa

10 motivi per dire NO alla pena di morte (tratto dal sito Amnesty International - Organizzazione internazionale per i diritti umani - Home )
 
1. Viola il diritto alla vita

La Dichiarazione universale dei diritti umani e altri trattati regionali e internazionali, che chiedono l'abolizione della pena di morte, riconoscono il diritto alla vita. Un riconoscimento sostenuto anche dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite che, nel 2007 e nel 2008, ha adottato una risoluzione che chiede, fra l'altro, una moratoria sulle esecuzioni, in vista della completa abolizione della pena di morte.
 
 
2. È una punizione crudele e disumana

Non esiste alcuna giustificazione alla tortura o a trattamenti crudeli e disumani. Secondo la Dichiarazione universale dei diritti umani: "Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamenti o punizioni crudeli, inumane o degradanti". Come la tortura, un'esecuzione costituisce una forma estrema di aggressione fisica e mentale nei confronti di un individuo. La sofferenza fisica causata dall'azione di uccidere un essere umano non può essere quantificata, né può esserlo la sofferenza mentale causata dalla previsione della morte che verrà per mano dello Stato. Sebbene le autorità dei paesi mantenitori continuino a cercare procedure sempre più efficaci per eseguire una condanna a morte, è chiaro che non potrà mai esistere un metodo umano per uccidere.
 
 
3. Non è stato mai dimostrato il suo valore deterrente

Non è corretto assumere che una persona che commette un omicidio lo faccia dopo aver valutato razionalmente le conseguenze. Spesso gli omicidi sono commessi in momenti in cui l'emozione ha il sopravvento sulla ragione o sotto l'influenza di droghe o alcool. A volte la persona violenta soffre di gravi disturbi mentali o presenta comunque una certa instabilità psicologica. Chi commette un reato grave con premeditazione, può decidere di farlo nonostante i rischi, pensando di non essere preso o ritenendo che la ricompensa che ottiene ha un valore maggiore rispetto alla pena che potrebbe rischiare. La chiave della deterrenza risiede nell'aumentare le probabilità che chi commette un reato sia arrestato e condannato. Nessuno studio ha mai dimostrato che la pena di morte sia un deterrente più efficace di altre punizioni.
 
 
4. Uno stato che uccide compie un omicidio premeditato

La pena di morte è un sintomo di una cultura di violenza, non una soluzione a essa. Eseguendo una condanna a morte, lo stato commette un omicidio e dimostra la stessa prontezza del criminale nell'uso della violenza fisica. Alcuni studi hanno non solo dimostrato come il tasso di omicidi sia più alto negli stati che applicano la pena di morte rispetto a quelli dove questa pratica è stata abolita, ma anche come questo aumenti rapidamente dopo le esecuzioni: un incremento simile a quello causato da eventi pubblici violenti come le stragi.
 
 
5. È sinonimo di discriminazione e repressione

La pena di morte è usata in modo sproporzionato contro le persone più svantaggiate. Chi appartiene a una classe sociale povera non dispone mai dei mezzi economici necessari per affrontare un processo capitale. Una difesa d'ufficio non sempre si rivela essere adeguata. La pena di morte è spesso sinonimo di discriminazione razziale, religiosa ed etnica. È usata nei confronti di persone affette da disturbi mentali e minorenni all'epoca del reato. Nelle mani di regimi autoritari, la pena capitale è uno strumento di minaccia e repressione che riduce al silenzio gli oppositori politici.
 
 
6. Non dà necessariamente conforto ai familiari della vittima

Un'esecuzione non può ridare vita alla vittima né cancellare per sempre la sofferenza provata dalla sua famiglia. Lontana dal mitigare il dolore, la lunghezza del processo non fa altro che prolungare la sofferenza dei familiari della vittima, fino alla conclusione dove una vita viene presa per un'altra vita, in una forma di vendetta legalizzata.
 
 
7. Un errore giudiziario può uccidere un innocente

Il rischio di mettere a morte una persona innocente resta legato in modo indissolubile alla pena di morte. Negli Usa, sono più di 130 le persone che sono state rilasciate dal braccio della morte a seguito di sviluppi che ne hanno dimostrato l'innocenza dopo la chiusura del processo. Diversi altri condannati, invece, sono stati messi a morte nonostante la presenza di forti dubbi sulla loro colpevolezza. Una difesa legale inadeguata, le false testimonianze e le irregolarità commesse da polizia e accusa sono tra i principali fattori che determinano la condanna a morte di un innocente. In altri paesi, il segreto di Stato che circonda la pena capitale impedisce una corretta valutazione di questo fenomeno. In Arabia Saudita sono frequenti i processi iniqui, spesso svolti in una lingua sconosciuta all'imputato. In Cina e in Iran, le confessioni sono spesso estorte sotto tortura.
 
 
8. Infligge sofferenza ai familiari dei condannati

La pena capitale ha effetto sulla famiglia, sugli amici e su tutti coloro che sono vicini al condannato a morte. Come conseguenza di un'esecuzione, i familiari di un prigioniero messo a morte, che generalmente non hanno avuto niente a che fare con il reato per il quale è stato condannato, provano lo stesso atroce senso di perdita avvertito dai familiari, dagli amici e dai conoscenti della vittima di un omicidio.
 
 
9. Nega qualsiasi possibilità di riabilitazione

La pena di morte è incompatibile con la dignità umana. Qualunque sia il metodo scelto per uccidere il condannato, l'uso della pena di morte nega la possibilità di riabilitazione, di riconciliazione e respinge l'umanità della persona che ha commesso un crimine. Amnesty International ritiene che il modo corretto per prevenire la reiterazione del reato sia una revisione delle procedure per la libertà condizionale e un serio monitoraggio psicologico durante la detenzione. In nessun caso la risposta può essere trovata nell'aumentare il numero delle esecuzioni.
 
 
10. Non rispetta i valori di tutta l'umanità

I diritti umani sono universali, indivisibili e interdipendenti. Derivano da molte e diverse tradizioni nel mondo e sono riconosciuti da tutti i membri delle Nazioni Unite come standard verso i quali hanno accettato di conformarsi. Tutte le religioni promuovono pietà, compassione e perdono nei loro insegnamenti. In ogni zona del mondo e attraversando ogni confine religioso e culturale, esistono paesi che hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica. È sull'insieme di questi valori che Amnesty International basa la sua opposizione alla pena di morte.
Se ti sono stato utile ringraziami cliccando sul tasto relativo ai REP indicato con il simbolo [ + ] qui a sinistra! Grazie!

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Offline erpel

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #6 il: Ottobre 08, 2012, 21:01:24 pm »
Quello che in Italia ci frega è la certezza della pena. Vorrei vedere se avessimo un sistema giudiziario più caino, quanti criminali ci penserebbero più di una volta nel commettere un crimine. La pena di morte potrebbe e non potrebbe essere la soluzione. Un omicida toglie la vita ad una persona senza averne diritto e giustificazione, viene condannato, 30 anni di carcere, dopo 15 esce per buona condotta, fa un libro, partecipa a due programmi tv e ha fatto soldi intanto. E tutti gli essere umani con fedina penale pulita che si fanno nel mazzo a lavorare e studiare arrancano, spesso, senza la certezza di un lavoro. è equità questa? è in linea con i principi dell'amnesty international?
 

Offline erpel

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #7 il: Ottobre 08, 2012, 21:11:20 pm »
Senza polemica, ti elenco i tuoi 10 motivi dal punta di vista del sì.

1. Viola il diritto alla vita

L'autore di un omicidio cosa fa?
 
 
2. È una punizione crudele e disumana

La sua è stata, invece, una punizione equa e condivisibile nel genere umano?
 
 
3. Non è stato mai dimostrato il suo valore deterrente

Certo che ad avercela, chiunque ci pensa 100 volte prima di commettere un delitto.
 
 
4. Uno stato che uccide compie un omicidio premeditato

Uno stato che condanna e, poi, scarcera per buona condotta compie un'azione legittima e volta alla sicurezza della popolazione.
 
 
5. È sinonimo di discriminazione e repressione

Razzista è colui che commette l'omicidio, pensando di essere migliore della vittima e appropriandosi di un diritto non suo.
 
6. Non dà necessariamente conforto ai familiari della vittima

Dipende dai familiari.
 
7. Un errore giudiziario può uccidere un innocente

Solo su questo sono d'accordo, ma davanti a casi eclatanti non regge.
 
 
8. Infligge sofferenza ai familiari dei condannati

E la sofferenza dei familiari della vittima non ha valore?
 
9. Nega qualsiasi possibilità di riabilitazione

Riabilitare un omicida? Per fargli ottenere uno sconto sul lavoro, una casa ecc...
 
 
10. Non rispetta i valori di tutta l'umanità

I diritti umani sono universali, indivisibili e interdipendenti. Il diritto di uccidere, intanto, l'omicida se l'è preso.



Provate a ragionare mettendovi dalla parte dei familiari di una vittima, come vi sentireste quando una persona ha volutamente ucciso un vostro caro? Io avrei un vuoto che fino alla morte non riuscirei a colmare.
Da credente posso solo dire, occhio per occhio, dente per dente. 
 


Offline antobs

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #8 il: Ottobre 08, 2012, 21:41:07 pm »
D'accordo con erpel in buona parta, ma il sistema giudiziario italiano spesso fa acqua.
E' vero che non siamo noi esseri umani autorizzati a togliere la vita a un altro essere umano, ma per chi ha commesso un omicidio (e si è sicuri al 100% chi è stato e fatto volontariamente) io vorrei che minimo deve avere l'ergastolo e vivere a pane e acqua tutta la vita in una cella 2mt x 2mt.
« Ultima modifica: Ottobre 09, 2012, 09:05:39 am da antobisc »
 

Offline fracama87

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #9 il: Ottobre 08, 2012, 21:43:13 pm »
lo stato non deve essere vendicatore. lo stato deve essere giusto.

la pena di morte non è giustizia è vendetta.

Il problema non è quello che si fa 15 anni il problema è quello condannato a 5 anni che non se li fa ;) il problema sono gli ostacoli messi a processi e giustizia, la prescrizione che per fare un favore a 'qualcuno' viene accorciata sempre di più...

uno che uccide così, non sta a ragionare mi faccio 15 anni o ci resto tutta la vita! La pena è un deterrente per i reati in cui uno ragiona ma in casi come questi (al limite della pazzia) serve a tentare la pena è di tipo riabilitativo che è molto diverso...


che poi uno esce ed è un personaggio è un altro problema. Il problema lì sono i media, la tv (la vendita di libri ne è solo una diretta conseguenza), la spettacolarizzazione della violenza (ma il problema c'è anche durante le indagini e durante i processi e non è solo italiano, anzi negli USA è maggiore) e il problema c'è sia da chi propina questa roba sia chi sta a guardarla!

è un problema culturale!

Offline erpel

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Re:Ragazzi ucciso a 17 anni dal padre a colpi di mattarello.
« Risposta #10 il: Ottobre 09, 2012, 08:33:57 am »
L'importante per me è che uno del genere non esca dalla cella. Non so se avete visto il film "Le ali della libertà"...un omicida dovrebbe stare sempre nel "buco"...